La
Congregazione Salesiana si prepara a vivere il bicentenario della nascita di
san Giovanni Bosco, che ricorrerà nel 2015. E lo fa, oltre che con ricche
iniziative a livello mondiale, attraverso la lettura e la meditazione delle strenne
che il Rettor Maggiore invia ai salesiani ogni primo gennaio.
L'anno
scorso, don Pascual Chávez ha invitato tutti all’approfondimento della conoscenza
storica di don Bosco. Quest'anno chiede invece di riflettere sulla pedagogia salesiana,
mentre il prossimo anno sulla spiritualità.
Queste tre strenne,
in particolare, vogliono preparare così la Congregazione Salesiana –ma anche
quanti sono coinvolti nell'educazione dei giovani – a vivere l’evento del bicentenario
del santo dei giovani con una giusta preparazione culturale e spirituale.
Il tema di quest'anno è "Come don Bosco educatore, offriamo ai
giovani il Vangelo della gioia attraverso la pedagogia della bontà",
accompagnato dal versetto paolino «Rallegratevi nel Signore
sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi» (Fil 4,4).
Don Pascual Chávez spiega come sia importante conoscere Don Bosco
educatore dal punto di vista storico per poter svolgere la missione salesiana
in un mondo che non è più quello dell'Ottocento, ma uno nuovo.
La domanda che un salesiano si pone oggi, davanti alle profonde
trasformazioni sul piano culturale, sociale, economico, politico, religioso
(anche tecnologico!), è come vivere il “Sistema Preventivo” (il metodo
educativo di don Bosco, fiore all’occhiello della pedagogia e della spiritualità
salesiana) in un mondo
divenuto un “villaggio globale”?
Non c’è
aggiornamento senza storia, dice il Rettor Maggiore, perciò è importante in don
Bosco “analizzare come sia
stato diverso il suo operare per i giovani, per il popolo, per la Chiesa, per
la società, per la vita religiosa e anche come diverso sia stato il suo modo di
educare i giovani del primo Oratorio festivo, del piccolo seminario di Valdocco,
dei chierici salesiani e non salesiani, dei missionari”.
Una volta studiato ciò
che ci è stato trasmesso dal passato, “occorre tradurre nell’oggi le grandi
intuizioni e virtualità del Sistema Preventivo, a vantaggio della formazione di
giovani “nuovi” del sec. XXI, chiamati a vivere e confrontarsi con una vastissima
e inedita gamma di situazioni e problemi”.
Don Pascual
sottolinea, infine, che “Ragione, religione e amorevolezza” sono oggi, più di
ieri, elementi indispensabili all’azione educativa e fermenti preziosi per dar
vita ad una società più umana, in risposta alle attese delle nuove
generazioni.
© Avvenire - Antonio Carriero
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