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| Il Tweetter di don Pascual Chavez, @PascualChavez5 |
Tante e articolate sono le occasioni che riguardano da vicino
la Famiglia Salesiana di don Bosco. Per i santi che ricorrono in questo mese –
il beato Luigi Variara, Laura Vicuña, Bronislao Markiewicz, San Francesco di
Sales (al cui santo dei giornalisti la Chiesa dedica la Giornata Mondiale delle
Comunicazioni Sociali) e, il 31, lo stesso san Giovanni Bosco.
Ma gennaio si apre in particolare con il tradizionale commento del
Rettor Maggiore, don Pascual Chávez, alla Strenna del nuovo anno. La
Congregazione Salesiana si prepara a vivere il bicentenario della nascita di
san Giovanni Bosco, nel 2015, studiando e riflettendo di don Bosco la sua
storia, la sua pedagogia, la sua spiritualità.
La strenna di quest’anno – tradizionalmente un brevissimo pensiero
del Rettor Maggiore che diventa il programma dell’anno per tutti i salesiani –
è incentrata sulla dimensione educativa: "Come don Bosco educatore, offriamo
ai giovani il Vangelo della gioia attraverso la pedagogia della bontà", accompagnato dal versetto paolino «Rallegratevi nel Signore
sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi» (Fil 4,4).
Davanti alla insistente domanda di come si possa incarnare oggi lo
spirito educativo di don Bosco, il Rettor Maggiore commenta ai salesiani che
non c’è alcun aggiornamento senza un previo studio del “sistema preventivo” di
don Bosco, come per lui “sia stato diverso il suo operare per i giovani, per il
popolo, per la Chiesa, per la società, per la vita religiosa e anche come
diverso sia stato il suo modo di educare i giovani del primo Oratorio festivo,
del piccolo seminario di Valdocco, dei chierici salesiani e non salesiani, dei
missionari”. Questa immersione nello studio di don Bosco – non con atteggiamento
intellettualistico – permetterà di tradurre nell’oggi le grandi intuizioni e
virtualità del Sistema Preventivo, a vantaggio della formazione di giovani del
XXI secolo, chiamati a vivere e confrontarsi con una vastissima e inedita gamma
di situazioni e problemi.
La sfida della missione salesiana oggi è quella di riuscire a
formare gli uomini di domani tenendo conto delle profonde trasformazioni sul
piano culturale, sociale, economico, politico e religioso. E anche tecnologico.
Don Pascual Chávez aveva già spiegato su Avvenire le ragioni della presenza
salesiana nel mondo digitale: «se siamo su Facebook e Twitter non è per
‘snobismo’, ma per ragioni di missione: andare incontro ai giovani lì dove loro
abitano e ci attendono». Da alcuni giorni, anche il Rettor Maggiore è sbarcato
su Twitter per rimanere in comunicazione con tutti i membri della Famiglia
Salesiana e con i giovani del mondo, e condividere con essi il carisma, lo
spirito e la missione di Don Bosco.
Il suo contatto,
@PascualChavez5, è fruibile in italiano, inglese, spagnolo e francese.
Nel Continente digitale, come in qualsiasi altro contesto di vita
dei giovani, il Rettor Maggiore, nel commento alla strenna, conclude dicendo
“che ragione, religione e amorevolezza” sono oggi, più di ieri, elementi indispensabili
all’azione educativa e fermenti preziosi per creare ad una società più umana,
come risposta alle attese delle nuove generazioni.
Fonte: Vatican Insider de LA STAMPA
© Vatican Insider - Antonio Carriero

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