«Harry, dev'essere la vigilia di Natale!»
«Dici davvero?»
Aveva perso la nozione del tempo; non
vedevano un giornale da settimane.
«Ne sono sicura» rispose Hermione, gli
occhi sulla chiesa.
(Harry Potter e i doni della Morte).
Il Natale
è un altro elemento che trapela dal credo cristiano di Harry Potter.
Oltre ai due passi evangelici presenti nel medesimo volume: "Perché,
dov'è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore (Matteo 6,21) e "L'ultimo nemico a essere annientato sarà la morte" (Prima
Lettera di San Paolo Apostolo ai Corinzi 15,26).
Si potrebbe pensare che la presenza di queste citazioni e della festa
natalizia, ricorrente in tutti e sette i romanzi della Rowling, non vogliano
dir nulla di Cristianesimo. Però ci sono, e questo non si può negare.
Su come
si trascorra il Natale a Hogwarts - la scuola di magia frequentata da Harry Potter
- , tra giochi da tavola, balli e rientro in famiglia per le vacanze, non è poi
così diverso da come lo trascorrono i nostri ragazzi nelle nostre scuole. Eppure,
essi sono cristiani!
Harry
Potter è solo un romanzo, i cui fatti e personaggi non hanno corrispondenza con
il mondo reale, o sono "affresco del nostro mondo", una sorta di rappresentazione
di come viviamo, di come pensiamo... anche a Natale?
Nell'episodio
più cruento dei precedenti (I doni della Morte), la parola Natale ricorre 21
volte. Risuona, ogni volta, come una campana, che ricorda che il sommo
Bene, il Salvatore del Mondo, il Signore dei signori è nato nella notte.
Risuona
soprattutto per Lord Voldemort, la cui brama di potere lo ha portato a credere
di essere il Signore indiscusso di ogni cosa. "È l’immagine dell’uomo
postmoderno" ho già scritto sull'Osservatore Romano riguardo a Voldemort,
che “ponendosi al centro
dell’universo, crede di poter disporre di sé come meglio crede".
Ha dimenticato di essere "creatura di un Creatore", è
convinto che "dopo aver annientato la propria anima può continuare a
vivere tranquillamente senza di essa".
È forse
l’immagine di molti uomini e donne? Direi di sì.
"Dietro
a un uomo apparentemente forte e sicuro di sé, alberga poi una paura folle
della morte, tanto da spingerlo a ricercare l’immortalità in questa vita".
Un personaggio cattivo come Voldemort, questo
Natale, ci insegna suo malgrado che chi non ama non è veramente una persona
umana.
E non sono neanche "il potere, il
successo e la vita facile che portano alle gioie più vere e più profonde”
concludevo sull’Osservatore Romano; “A queste conducono l’amicizia, il dono di sé, il sacrificio e
l’adesione a una verità non costruita a immagine dell’uomo stesso”.
«Harry,
dev'essere la vigilia di Natale!» dice Hermione. Questa piacevole notizia
è anche per noi. È la vigilia di un evento che riguarda l’universo e noi
uomini in particolare. «Ne sono sicura» conclude l’amica di Harry Potter, e lo fa
guardando una chiesa.
La Chiesa, che nasceva in quella notte, era il corpo di un Dio fatto bambino.
La Chiesa, che nasceva in quella notte, era il corpo di un Dio fatto bambino.
Auguri di
cuore a tutti!
Antonio
Carriero

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