La terra argentina, secondo il Rettor Maggiore dei salesiani,
«non può essere spiegata con onestà intellettuale se non va di pari passo con i
salesiani e le suore figlie di Maria Ausiliatrice», che per primi, da italiani,
raggiunsero la Patagonia nel 1879. Per riscoprire le origini dell’opera di
evangelizzazione e anche sociale dei primi figli e delle figlie di don Bosco
nella terra da cui proviene papa Francesco, don Francesco Motto, già direttore
dell’Archivio storico salesiano, ha dedicato uno speciale incontro a
Montecitorio, nella giornata di martedì 18, alla vigilia del Congresso
internazionale di storia salesiana che si è svolto al Salesianum di Roma dal 19
al 23 novembre. All’incontro – intitolato “Italiani alla
fine del mondo. Missionari salesiani in Patagonia e nella Terra del Fuoco” –
sono intervenuti la professoressa Maria Andrea Nicoletti, dell’Universidad
Nacional Rio Negro, la quale ha ricordato che le Figlie di Maria Ausiliatrice
si diedero da fare con “fervore maschile” in una terra considerata propria
“degli uomini”, come ebbe a dire Monsignor Giuseppe Fagnano, e che «i salesiani», continua Nicoletti, «considerarono
l'arrivo delle suore come "l'inizio della vera missione"». Don Bosco, poi, secondo il professor
Nicola Bottiglieri dell’Università di Cassino e del Lazio meridionale, «aveva la geografia nel sangue» e al suo sogno di raggiungere la Patagonia risposero quattro pionieri,
padre Giuseppe Fagnano, padre Antonio Ferrero, il chierico
Fortunato Griffa e Giuseppe Audiso». La professoressa Maria Gabriella Dionisi, dell’Università della Tuscia,
ha restituito alla memoria dei presenti la figura di don Giovanni Bernabè, “l’architetto
di Dio”, che aveva ideato e costruito cinque collegi e ventidue chiese, molte
delle quali sono state dichiarate Monumento storico nazionale dal Governo
argentino. «Ma questi sono solo alcuni
dei risultati raggiunti da don Bernabè» precisa Dionisi; «grazie alla sua
inventiva e alla duttilità progettuale, egli riuscì a trasformare il volto di
quelli che per secoli erano stati luoghi semisconosciuti e leggendari,
considerati un “remoto improbabile altrove”».
All’incontro
hanno partecipato tra gli altri, il cardinale Raffaele Farina, il Rettor Maggiore
don Ángel Artime, e
gli onorevoli Paola Binetti e Gian Luigi Gigli, deputati, che hanno condiviso i
loro legami e contatti con la missione salesiana.

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