martedì 25 novembre 2014

Quelle "radici salesiane e italiane" dell'Argentina


La terra argentina, secondo il Rettor Maggiore dei salesiani, «non può essere spiegata con onestà intellettuale se non va di pari passo con i salesiani e le suore figlie di Maria Ausiliatrice», che per primi, da italiani, raggiunsero la Patagonia nel 1879. Per riscoprire le origini dell’opera di evangelizzazione e anche sociale dei primi figli e delle figlie di don Bosco nella terra da cui proviene papa Francesco, don Francesco Motto, già direttore dell’Archivio storico salesiano, ha dedicato uno speciale incontro a Montecitorio, nella giornata di martedì 18, alla vigilia del Congresso internazionale di storia salesiana che si è svolto al Salesianum di Roma dal 19 al 23 novembre. All’incontro – intitolato “Italiani alla fine del mondo. Missionari salesiani in Patagonia e nella Terra del Fuoco” – sono intervenuti la professoressa Maria Andrea Nicoletti, dell’Universidad Nacional Rio Negro, la quale ha ricordato che le Figlie di Maria Ausiliatrice si diedero da fare con “fervore maschile” in una terra considerata propria “degli uomini”, come ebbe a dire Monsignor Giuseppe Fagnano, e che «i salesiani», continua Nicoletti, «considerarono l'arrivo delle suore come "l'inizio della vera missione"». Don Bosco, poi, secondo il professor Nicola Bottiglieri dell’Università di Cassino e del Lazio meridionale, «aveva la geografia nel sangue» e al suo sogno di raggiungere la Patagonia risposero quattro pionieri, padre Giuseppe Fagnano, padre Antonio Ferrero, il chierico Fortunato Griffa e Giuseppe Audiso». La professoressa Maria Gabriella Dionisi, dell’Università della Tuscia, ha restituito alla memoria dei presenti la figura di don Giovanni Bernabè, “l’architetto di Dio”, che aveva ideato e costruito cinque collegi e ventidue chiese, molte delle quali sono state dichiarate Monumento storico nazionale dal Governo argentino. «Ma questi sono solo alcuni dei risultati raggiunti da don Bernabè» precisa Dionisi; «grazie alla sua inventiva e alla duttilità progettuale, egli riuscì a trasformare il volto di quelli che per secoli erano stati luoghi semisconosciuti e leggendari, considerati un “remoto improbabile altrove”».
All’incontro hanno partecipato tra gli altri, il cardinale Raffaele Farina, il Rettor Maggiore don Ángel Artime, e gli onorevoli Paola Binetti e Gian Luigi Gigli, deputati, che hanno condiviso i loro legami e contatti con la missione salesiana.

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