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| Il Rettor Maggiore dei salesiani, don Pascual Chavez Villanueva. |
Di Antonio Carriero
La festa di
Maria Ausiliatrice, quest’anno, è annunciata non solo dai tradizionali appuntamenti
nella omonima Basilica di Valdocco, a Torino, ma anche con i tweet che il Rettor Maggiore dei salesiani,
don Pascual Chávez Villanueva, invia da alcuni giorni ai membri della Famiglia
salesiana e a tutti i fan di don Bosco sparsi nel mondo per prepararli al grande
appuntamento mariano di oggi.
Con 140 battute, il
primo Rettor Maggiore al tempo dei social
network, scrive che “l’autentica imitazione di Maria significa cogliere i
suoi atteggiamenti e le sue motivazioni essenziali: pensare, sentire ed agire
come Lei” (@PascualChavez25).
Tweet molto diversi,
questi, rispetto a quelli a cui i
nostri ragazzi sono abituati, per cui sorge
la domanda se sia possibile sensibilizzarli alla devozione mariana? «Dobbiamo narrare ai giovani come
Maria è presente nella vita della Chiesa e dell’umanità in forma concreta e
spesso prodigiosa – afferma don Pascual –. Si tratta di far vedere come Maria vive la sua maternità verso i
giovani aiutandoli a crescere, ad affrontare con coraggio la vita e fare scelte
definitive».
E anche
dall’insegnamento che ci viene ripetutamente offerto da papa Francesco, quello di
affidarci a Maria, aiuto dei cristiani, lo stesso Rettor Maggiore attinge alla
sua esperienza del suo primo incontro con lui, il 21 marzo scorso, nella cui
occasione gli ha fatto dono di una statua dell’Ausiliatrice, che il Papa –
confida don Chávez – ha subito
baciato, ricordando la sua devozione a lei e il suo Battesimo nel Santuario di
Maria Ausiliatrice di Almagro, quartiere di Buenos Aires. Al momento del
congedo, don Adriano Bregolin, vicario del Rettor Maggiore, ha chiesto al Papa
di tenere la statua nel suo studio e il Papa gli ha risposto: «Lo farò».
Secondo il Rettor
Maggiore, quest’anno la festa di Maria Ausiliatrice assume un sapore tutto
particolare. «Stiamo vivendo l’Anno
della fede, indetto da Benedetto XVI e il 50°
anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II». L’affidamento di don Bosco a Maria
Ausiliatrice, espresso in modo straordinario con la costruzione della Basilica
di Torino, era motivato dalla profonda consapevolezza di proporre la devozione
mariana come valido strumento per la crescita e la difesa della fede tra i
giovani e tra il popolo cristiano. In questo Anno della fede, quindi, Maria Ausiliatrice ci invita ad essere
portatori di pace e di bontà, in un mondo che non ha gioia e speranza perché
non ha il cuore aperto a Dio.

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