Oggi ero presente ad
un ritiro spirituale di ragazzi di II media. Erano un po' su di giri perché questa
domenica - l’unico giorno "creato dal Signore" per riposarsi dalla
scuola - il parroco ha pensato di piazzarci proprio un ritiro. E, allora, un po'
perché sono ragazzi, un po' per farsi perdonare... giochi a volontà. Si prega solo se avanza tempo. E
un tavolo a disposizione per sistemarci la merenda che prendeva sempre più
consistenza man mano che i genitori, arrivando, portavano con sé.
Tanto
gioco, tanta merenda. Erano solo quindici ragazzi. La merenda è avanzata. I
giochi erano belli, ma il tempo era quasi finito.
La preghiera, per fortuna, è stata
solo un "segno di Croce", un "Ave Maria" e un "Padre
Nostro" (la sola
preghiera che Gesù stesso ci ha insegnato: questa affermazione fa un certo
effetto sui ragazzi. L'ho colto nei loro occhi mentre glielo si diceva. Poi è
arrivata la domanda del "truzzetto" del gruppo: "Allora anche
Gesù pregava poco?". Ecco. Preghiamo poco, perché anche Gesù pregava
poco. La sintesi del ragazzino non fa una grinza.
Poca
preghiera, allora, ma rimpiazzata da una buona dose di moralismo.
"Ragazzi,
si costruiscono relazioni vere solo incontrando persone vere. Quante ore
trascorrete in Internet?".
Ho dovuto mordermi la lingua per non
imprecare. "Quanti di voi sono su Facebook?" ha continuato
l'animatore anti-comunicatore, "in Rete non trovate gente reale, ma solo
gente virtuale". Bene, ho pensato subito a mia madre che con tanta
pazienza cerca di rincorrermi su Facebook quando non riesce a sentirmi
telefonicamente, o a mia zia, che coraggiosamente mi scrive un brevissimo pensiero
impiegandoci almeno dieci minuti. E sono reali. E sanno che io, che gli
risponderò, sono altrettanto reale.
I
ragazzi sono andati via, contenti di sapere che li attendeva una serata di
libertà, la domenica sera!, dopo aver giocato tutto il pomeriggio (al ritiro) e
aver dormito tutta la mattina (dissertando la santa Messa).
Hanno imparato almeno due cose: si prega poco perché Gesù pregava poco e si vivono relazioni autentiche
solo con chi si incontra dal vivo.
Delle
due non so quale fare oggetto di meditazione. Oppure, pregare per la conversione
dell'animatore.
Opto per quest'ultima.
Antonio Carriero
Quoto in pieno.
RispondiEliminaIn preghiera oggi...
1. Mi unisco a te nel chiedere tanta luce per gli educatori: dobbiamo imparare a leggere "in profondità" le dinamiche relazionali dei giovani, per aiutarli a gestirle e farle fruttare invece che demonizzarle e pretendere che vengano tagliate; dobbiamo educarci al fatto che tutto parla di Cristo (soprattutto le relazioni "effimere" di oggi parlano di un più profondo desiderio di Relazione!!) e che Cristo parla in tutto.
2. Ringrazio per la tua presenza nel mio cammino: leggerti rafforza la mia speranza e la mia azione.
Un abbraccio fraterno