giovedì 29 luglio 2010

Dai classici a don Bosco, la pedagogia di Harry Potter

Il vero incantesimo di Harry Potter? La capacità di trasformare in racconto l’avventura dell’educazione.
Questa la tesi sostenuta da Antonio Carriero in Elementi di psicopedagogia nell’antica scuola di Hogwarts: Harry Potter e la magia dell’educazione (Il Cerchio 2010, pagine 74, € 10,00, con prefazione di Paolo Gulisano). Seminarista, classe 1988, Carriero è anzitutto un lettore appassionato della fortunata saga di J.K. Rowling sul maghetto, tra le cui pagine individua con intelligenza numerosi spunti legati all’ambito dell’educazione e alla stessa istituzione scolastica. Il latino adoperato nelle formule magiche sarà anche maccheronico, per esempio, ma nondimeno ad Hogwarts lo studio delle lingue classiche è fortemente incoraggiato. Di particolare interesse l’analisi dei diversi stili educativi messi in atto dagli insegnanti stregoni, con un’illuminante serie di analogie fra il metodo dell’educatore principe, il preside Albus Silente, e la pedagogia di don Bosco. Anche in questo caso, infatti, più del mago importa la persona, in una prospettiva che, da ultimo, non è priva di implicazioni teologiche.

© Avvenire - Alessandro Zaccuri

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