Il vero incantesimo
di Harry Potter? La capacità di trasformare
in racconto l’avventura dell’educazione.
Questa la tesi sostenuta da
Antonio Carriero in Elementi
di psicopedagogia nell’antica scuola di Hogwarts: Harry Potter e la magia
dell’educazione (Il Cerchio
2010, pagine 74, € 10,00, con prefazione di Paolo Gulisano). Seminarista, classe
1988, Carriero è anzitutto un lettore appassionato della fortunata saga di J.K.
Rowling sul maghetto, tra le cui pagine individua con intelligenza numerosi spunti legati all’ambito
dell’educazione e alla stessa istituzione scolastica. Il latino adoperato
nelle formule magiche sarà anche maccheronico, per esempio, ma nondimeno ad
Hogwarts lo studio delle lingue classiche è fortemente incoraggiato. Di
particolare interesse l’analisi dei diversi
stili educativi messi in atto
dagli insegnanti stregoni, con un’illuminante serie di analogie fra il metodo
dell’educatore principe, il preside Albus Silente, e la pedagogia di don Bosco.
Anche in questo caso, infatti, più
del mago importa la persona, in una prospettiva che, da ultimo, non è priva
di implicazioni teologiche.
© Avvenire - Alessandro
Zaccuri

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